I primi minuti della settimana introduttiva vengono ovviamente spesi per il messaggio di benvenuto del Rettore, il quale illustra sommariamente il luogo in cui ci troviamo e enfatizza il fatto che non dobbiamo pensare solo a studiare ma anche a divertirci. A seguire il benvenuto di Victor, il capoccia degli studenti dediti al seguire i colleghi stranieri. Anche luienfatizza il concetta prima espresso del rettore. Poi ogni tavolo si chiude in se stesso, ognuno capeggiato dal proprio capogruppo danese che ci consegna del materiale informativo sul DTU, Copenhagen, orari degli autobus, mappe varie, opuscoli e cosí via. Iniziano le presentazioni e i soliti rituali di socializzazione. L’atmosfera é comprensibilmente tesa ma gioviale, tutti impazienti di vedere e dapire cosa ci aspetta, tutti sorpresi dall’accoglienza calorosa da parte di quella che tutti definiscono una nazione fredda, e non solo dal punto di vista meteorologico.
Michel é, per nostra fortuna, il piú esperto degli studenti che si occupano di accogliere noi stranieri. Si é laureato qualche mese fa e si trova qui solo epr aiutare i vecchi colleghi. Sbrighiamo le obbligatorie pratiche burocratiche e partiamo per una passeggiata in giro per il campus. Qui si trova la libreria, qui la banca, qui il bar, qui si tengono i concerti, qui ci sono le sale computer… ma quanto grande é questo posto?
Poi si torna alla kantine per il pranzo: un panino e una lattina. Tutto qui??!?? Beh si… qui in DK il pranzo é considerato il pranzo meno importante. Fondamentalmente ci si abbuffa a colazione, si mangia leggero a pranzo e si cena alla grande alle 18:00 (!!!!!!) per cena.
Alle 13:30 segiamo la prima “lezione”, se cosí si puó definirla, sulla cultura danese in cui un simpatico professore di storia dell’Universitá di Helsingor ci illustra alcune peculiaritá del popolo danese, delle sue tradizioni e della sua storia. Immancabile il riferimento alla questione dello svago altrettanto importante dello studio. Usciamo tutti dall’aula con il sorriso sulle labbra e veniamo accompagnati verso i campi sportivi presso cui faremo un po’ di movimento con un gioco simile al baseball. Non ho ben capito il senso di questa parentesi ludica, ma credo abbia a che fare con il fatto che ogni raggio di sole venga considerato un bene preziosissimo da queste parti e che quindi il chiuderci in un’altra aula sarebbe stato quasi un delitto
Si torna verso la kantine dove partecipiano ad un’altro gioco, questa volta di stampo chiaramente ingegneristico. Ad ogni gruppo viene consegnata una borsetta di plastica contenente delle cannucce, dei fermagli, dei bicchieri di plastica, degli elastici, dei palloncini, della carta d’alluminio e del nastro adesivo. Lo scopo é quello di, utilizzando tale materiale, costruire un ponte di lunghezza prestabilita in grado di supportare il maggior numero di lattine di birra possibile. La foto che potete vedere qui mostra il nostro capolavoro, capace di portare 20 lattine e che non ha vinto solo perché mancava lo spazio per metterne altre. Infatti era in grado di portare un’intera cassa di birra, contenente almeno 60-70 lattine. Uff… la corruzione dei giudici arriva fino a qui!
Segue la cena. Un bel buffet proponente varie pietanze (sorvolo sulla pasta fredda immersa nella majonese).
Infine la serata festaiola (leggi birraiola) nel bar del campus, che ho prontamente disertato per tornare a casa in autobus. Il mio bisogno di una doccia e di una dormita era tale che mia vrebbe impedito di godermi la serata.
Ok, questo é il primo giorno. Appena metteró online le foto scriveró anche dei giorni sucessivi. A presto!